Coppie miste e
orientamento religioso diverso: cosa fare?

Diverso orientamento religioso nelle coppie miste: dialogo o litigio?

Una delle maggiori cause di litigio all’interno delle coppie miste e delle loro famiglie, è quando ci sono diversità riguardo all’orientamento religioso di uno dei due partner, soprattutto quando si hanno figli.

Ci sono litigi che affondano le radici nelle differenze culturali dei membri della coppia, che creano incomprensioni e divergenze di vedute e che mal gestite sfociano in sentimenti di sfiducia e rancore nei confronti dell’altro. 

Nella maggior parte dei casi è così tuttavia se alla base della relazione c’è rispetto, comprensione e apertura mentale anche nelle coppie miste, grazie al dialogo si possono trovare le soluzioni atte ad integrare i due punti di vista piuttosto che separarli, anche e soprattutto, in presenza di figli.

Di questo argomento ovvero dell’orientamento religioso diverso, ti parlo a ragion veduta perché io e Antonio ad esempio, abbiamo due diversi orientamenti riguardo alla fede. 

Quando è nato Brando ovviamente questa diversità ha fatto capolino e ci ha messo di fronte in maniera importante a quello che poteva diventare, se mal gestito, un grosso problema ovvero vedute in merito divergenti.

Ebbene, cosa abbiamo fatto di fronte al nostro orientamento religioso diverso?

Abbiamo parlato di questa cosa, ognuno ha detto la sua, mantenendo entrambi il focus sul benessere di nostro figlio e così facendo non siamo mai arrivati a scontri violenti o a prese di posizione.

Coppie miste e orientamento religioso diverso: una questione personale

Per quanto mi riguarda la fede e l’orientamento religioso sono una questione personale. 

Ho da sempre avuto l’idea di non battezzare mio figlio perché volevo che fosse lui da grande a decidere il proprio orientamento religioso.

Antonio mi ha fatto capire che lui ci teneva particolarmente a far battezzare nostro figlio.

Questo suo sentire al principio ha generato qualche discussione, che a differenza di quello che solitamente accade d’innanzi a questo genere di tematica, non è mai sfociata in un litigio vero e proprio perché abbiamo entrambi sempre messo davanti come priorità il reciproco rispetto delle opinioni.

Alla fine ho preferito accondiscendere io e assecondare il suo desiderio, perché mi sono detta che in fondo il battesimo è una benedizione che male non poteva fare al bambino; resta comunque il fatto, e su questo siamo d’accordo sia io che Antonio, che sarà poi Brando da grande a decidere quale sarà il suo orientamento religioso.

Mi reputo molto fortunata anche in questo perché non tutte le coppie miste hanno questa apertura mentale soprattutto riguardo ad un argomento così spinoso come orientamento religioso diverso. 

Certo è, che dal momento in cui si decide di formare una famiglia con una persona, sin dal principio e grossomodo si sanno pregi, difetti, caratteristiche, il suo modo di scegliere, di pensare, il suo orientamento religioso, insomma si sa in linea di principio a cosa si andrà incontro. 

Certo sappiamo tutti che non basta una vita per conoscere profondamente una persona, tuttavia prima di fare il grande passo qualche informazione bisognerebbe pur prenderla per evitare sofferenze inutili lungo il percorso di convivenza.

Coppie miste e orientamento religioso diverso: viverlo con consapevolezza

Secondo la tradizione della mia famiglia, da bambina sono stata mandata al catechismo, sono stata battezzata, ho fatto la prima comunione e poi la cresima, ma in tutto questo non ho mai avuto i miei genitori presenti, nel senso che fossero al mio fianco e che mi guidassero in questo cammino che avevano scelto di farmi intraprendere.

Crescendo ho visto questo percorso che mi avevano fatto fare, come una presa in giro, non tanto per il percorso in sé piuttosto per le modalità ovvero su come i miei vivessero la cosa.

Sono convinta che, dal momento in cui il genitore, specialmente nelle coppie miste, decide di far avvicinare sin da piccolo il proprio figlio al proprio orientamento religioso, debba guidarlo, accompagnarlo alle celebrazioni. Se fa domande deve saper rispondere, deve essere preparato riguardo alla propria religione, non solo relativamente a ciò che raccontano i film tematici mandati in onda a Pasqua e a Natale oppure riguardo ciò che il prete ripete alla messa domenicale, che tra l’altro è una minima parte rispetto alle sacre scritture. Se così non fosse starebbe instradando il proprio figlio lungo una strada che neanche lui conosce.

In altre parole si finisce nel ricadere nel: “I miei mi hanno battezzato, io non ci capisco nulla, non so nulla ma visto che hanno battezzato me, battezzo anche mio figlio così sono tutti felici”.

Sappi che non siamo venuti al mondo per far contenti gli altri. Non siamo cagnolini da compagnia che devono scodinzolare a comando.

Siamo qui per vivere e godere pienamente della nostra vita. E forti della nostra esperienza abbiamo il dovere di proteggere i nostri figli e renderli liberi di fare le proprie scelte sulla base di una conoscenza oggettiva e questo vale anche, e soprattutto, riguardo all’orientamento religioso.

Smettiamo di fare le cose perché i nostri genitori lo hanno fatto con noi e ci restano male se non lo facciamo anche noi con i nostri figli.

Ricordiamoci che il figlio è nostro, non di nostra madre o di nostro padre, e che se si offendono, in tutta onestà, è un loro problema. Questo in verità nasconde e, al tempo stesso, fa emergere un altro aspetto ovvero che per loro sono più importanti le consuetudini, le apparenze e il giudizio altrui che il benessere e la serenità della propria famiglia.

Coppie miste e orientamento religioso diverso: accordo e buon esempio

Quando abbiamo deciso di battezzare Brando, io e Antonio abbiamo fatto un accordo.

Ho accondisceso affinché nostro figlio venisse battezzato solo a patto che lui si prendesse l’impegno e la responsabilità di guidarlo e di spiegargli il cammino che aveva deciso di fargli intraprendere, di farsi carico di rispondere alle sue domande, di fargli frequentare la Chiesa, etc.

Secondo me è importante che i genitori capiscano che non è la strada seguita dai nonni quella che bisogna seguire per forza. È importante capire che è fondamentale seguire la propria strada, non quella di altri anche riguardo all’orientamento religioso, specialmente per le coppie miste.

Poi credo anche che a Dio non interessi fare milioni di proseliti ignoranti e inconsapevoli, questo si sa interessa di più alle varie chiese.

Credo piuttosto che preferisca pochi followers coscienti e felici della loro scelta e coerenti nella messa in pratica del sacri principi.

D’altra parte come posso pretendere che mio figlio faccia qualcosa senza dare il buon esempio?

Coppie miste e orientamento religioso diverso: mantenere la coerenza

Se ho scelto un orientamento religioso, e mi reputo credente anche se non praticante, e voglio far conoscere questa realtà a mio figlio, non posso semplicemente parcheggiarlo al catechismo oppure insistere che vada a messa alla domenica. 

Che razza di esempio gli starei dando? Che cosa gli starei insegnando così facendo? Non posso dire a mio figlio di fare una cosa mentre io ne faccio un’altra.

La coerenza dei genitori per i figli è di vitale importanza se vogliamo che crescendo siano persone di valore e di valori. Questo vale in ogni area della vita ovviamente. I nostri figli ci osservano e non possiamo pretendere da loro ciò che prima di tutto non pretendiamo da noi stessi.

Per essere ancora più chiari, non può un genitore dire ad un figlio adolescente di non fumare se poi il genitore per primo fuma o fa qualcosa che non è salutare innanzitutto per se stesso.

Certamente essere coppie miste e avere un orientamento religioso diverso in famiglia è un qualcosa che, al principiò, può essere considerato esotico ma che, con il tempo e con l’arrivo dei figli, può diventare un grosso problema che può arrivare al punto di rovinare intere famiglie.

Come dico spesso, la cosa più importante per me sono le persone che compongono la mia famiglia ovvero ANTONIO e BRANDO ed IO. 

Se devo rendere conto a qualcuno, quel qualcuno è mio figlio ed il mio compagno e con Antonio abbiamo stabilito che alla base della nostra relazione ci devono essere, per qualsiasi cosa, il rispetto e il dialogo. Per il momento questa formula sta funzionando molto bene.

So per esperienza diretta che non esistono famiglie perfette ma esistono persone che si adoperano ogni giorno per avvicinarsi al loro ideale di perfezione e noi stiamo facendo la nostra parte.

Come sempre mi auguro che questa condivisione ti sia utile e di orientamento.

Le dinamiche familiari sono più o meno sempre le stesse come la natura umana del resto. Scoprire di non essere gli unici a vivere certe dinamiche è certamente di conforto soprattutto se questo permette di capire come gli altri hanno affrontato ciò che anche noi stiamo affrontando.

Con affetto
Giorgia

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Ti potrebbe interessare anche: