Le tappe grafo-motorie del bambino dallo scarabocchio in poi

“Il gesto è il segno visivo iniziale che contiene il futuro scrivere del bambino,
come una ghianda contiene una futura quercia”

L.S. Vigotskij

I primi movimenti grafici a spirale e il loro significato: lo scarabocchio primitivo

I primi movimenti grafici a spirale eseguiti dal bambino richiamano le rotazioni tipiche dello scarabocchio: scarabocchio significa letteralmente scarabeo (dal francese escarbot).

Infatti, esso rimanda visivamente all’immagine dello scarabocchio in origine, una piccola macchiolina nera lasciata casualmente da una penna.

Lo scarabocchio si ottiene per fregamento e percussione, dove il bambino partecipa con tutto il corpo al movimento poiché ancora non è avvenuta la dissociazione delle braccia dal tronco.

L’attività risponde ad un bisogno funzionale, il segno non è intenzionale perché il bimbo non vuole rappresentare un’immagine, ma solo eseguire un movimento non controllato, impulsivo e spontaneo, praticato con grande energia e piacere nello scarico, dove una matita viene utilizzata come un oggetto qualunque e battuta sul foglio mediante una presa cubito-palmare.

Lo sviluppo dei movimenti grafici nei bambini: lo scarabocchio disordinato

Il primo stadio di queste tappe grafiche viene denominato dello scarabocchio disordinato e compare solitamente intorno ai 15-18 mesi del piccolo.

Le principali caratteristiche sono:

  • il disordine, infatti sul foglio sono tracciati segni casuali con direzioni diverse.
  • l’omolateralità, dove i segni disordinati tenderanno a disporsi sul foglio sullo stesso lato con cui il bambino impugna lo strumento grafico, poiché esso non è ancora lateralizzato, ovvero non ha ancora scelto la mano con cui impugnerà la matita ed è quindi possibile che cambi l’impugnatura più volte tra la mano destra e la mano sinistra.

Inoltre, il piccolo difficilmente resterà nella stessa posizione e direzionalità rispetto al foglio mentre è intento a disegnare, ma potrà muoversi intorno al foglio o cambiare l’orientamento; la forza centrifuga, poiché il bimbo mentre esegue lo scarabocchio, scarabocchia, muove il braccio attraverso movimenti che partono dalla base del foglio, la parte più vicina al proprio corpo, per allontanarsi verso l’esterno, la parte superiore del foglio e più lontana da sé.

Lo sviluppo verso forme più definite: lo scarabocchio ordinato

Intorno ai 18 mesi di vita, negli scarabocchi iniziamo a riconoscere delle prime forme, anche se non possiamo attribuire a nessuna di queste un significato condiviso.

Nello stadio dello scarabocchio ordinato compare l’intenzionalità, il gesto è più controllato e si manifesta nei tratti verticali, curvi, più continui.

Il bambino comincia ad utilizzare l’avambraccio, la presa palmare diventa digitale, ancora senza dissociazione delle dita.

Lo scarabocchio, anche in questo stadio, rimane un’attività ludico-motoria, di scarica di energia vitale. Dal monocromatismo del periodo precedente, si passa al piacere procurato dall’utilizzo di più colori.

Lo sviluppo delle prime rappresentazioni e concetti topografici: lo scarabocchio umano

Tra i 24 e i 36 mesi, il bimbo inizia ad organizzare i suoi scarabocchi a forme riconoscibili, come giri, soli, radiali e si accorge che c’è un rapporto tra i suoi movimenti e i segni ottenuti.

Questo è lo stadio delle forme, dove iniziano a svilupparsi i primi concetti topografici, quali alto-basso, davanti-dietro, vicino-lontano, dentro-fuori, chiuso-aperto.

Inoltre, compare nello scarabocchio la prima rappresentazione della figura umana, che prende il nome di omino girino, un cerchio con quattro raggi disposti solitamente in maniera speculare come a rappresentare due braccia e due gambe; gli occhi e la bocca non sempre sono riconoscibili graficamente.

Il raggiungimento della coscienza della forma: lo scarabocchio si evolve

Dai 36 mesi, nello stadio della coscienza della forma, appare il doppio controllo, occhio-mano ed inizio-fine.

Quest permette al bambino di realizzare tracciati semplici, nonostante ancora poco padroneggiati, come tratti paralleli, tratti incrociati, anelli, spirali, sinusoidi, centri concentrici, cerchi che si toccano, casette e l’omino cefalopode (omino testone).

L’omino cefalopode è una nuova rappresentazione della figura umana che si presenta, appunto, con un grande testone, dotato di occhi e bocca; le gambe possono concludersi con due linee chiuse, che vogliono rappresentare i piedi, mentre alle braccia seguono due giri, ovvero le mani.

Il linguaggio è ancora un mezzo importante per spiegare ciò che il bimbo intende rappresentare con il suo scarabocchio.

La padronanza e l’esplosione creativa: lo scarabocchio si accende di colori

Tra i 5 e i 6 anni, lo stadio dell’interiorizzazione delle forme e la padronanza della traccia permettono che si cominci a vedere nello scarabocchio un’esplosione di figure e di colori che si complicano e si diversificano, si ripetono, si succedono, si combinano nelle differenti direzioni dello spazio grafico.

Il passaggio dallo scarabocchio all’apprendimento della scrittura

Verso i 6 anni, raggiunti i necessari prerequisiti, il bambino può iniziare a scrivere.

L’apprendimento della scrittura avviene secondo il principio di selezione, in base al quale vengono progressivamente selezionati solo alcuni segmenti neuronali, che, adeguatamente esercitati, si rafforzano rendendo il gesto grafico sempre più automatizzato.

In questa fase lo scarabocchio non è abbandonato.

L’importanza del scarabocchio anche in età scolare

Anche dopo l’ingresso alla scuola primaria, è importante lasciare che i bambini sfruttino lo scarabocchio come mezzo per esprimersi.

Scarabocchiare, liberi di tracciare con la mano linee senza un obiettivo per stimolare fantasia, intelligenza e facilitando contemporaneamente l’apprendimento della scrittura.

Ogni superficie, attraverso materiali diversi come cere, pastelli colorati ed acquerelli, può venire ricoperta con movimenti scorrevoli, frutto della coordinazione dei vari segmenti del braccio (spalla, gomito, polso, mano, dita) che si muovono in sinergia e flusso continuo ed essere strutturati in infinite sequenze e configurazioni di segni.

Importanza del processo di sviluppo grafico: dallo scarabocchio alla scrittura

In un mondo iper tecnologico, dove l’utilizzo di device informatici abbonda anche tra le manine di bambini molto piccoli, è importante non trascurare invece le potenzialità della motricità fine, tanto care alla grande scienziata Maria Montessori.

Ricordiamo che imparare a scrivere, con tutta una serie di benefici spesso trascurati oggigiorno, è frutto di un lungo e progressivo traguardo di sviluppo che parte proprio dallo scarabocchio, dove il bambino inizia ad acquisire abilità percettivo-motorie fondamentali per tutti i futuri apprendimenti.

Dott.ssa Rita Bimbatti* 
Pedagogista

*Specializzata in Pedagogia Clinica, Sociologa della Salute, esperta sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento, Educatore della scrittura e del Metodo AED® (Associazione Europea Disgrafie) per la Scuola dell’Infanzia. Formatrice, Autrice di numerosi racconti dedicati all’infanzia, collabora con riviste online attraverso articoli divulgativi che trattano tematiche pedagogiche e socio-culturali.

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