Relazioni di coppia dopo il parto:
superare le difficoltà insieme

Dopo il parto i ritmi e le relazioni cambiano

Diventare genitori, mamme e papà, per la prima volta è, dal mio punto di vista, l’esperienza più bella che possa capitare. Tuttavia dopo il parto tutto cambia e diventa tanto bello quanto impegnativo.

Orari sballati, notti insonni in piedi, poppate, ritmi e abitudini a cui entrambi i genitori devono adattarsi… Tutto questo è quasi sempre motivo di tanta stanchezza e, di conseguenza, di tensioni e discussioni nella coppia che, volente o nolente, non è più formata da due fidanzatini ma da due neogenitori che non sanno che pesci prendere e come comportarsi e relazionarsi con se stessi, con il compagno e con il figlio.

Non sei l’unica a vivere il cambiamento dopo il parto

Quello che ho imparato, attraverso la mia esperienza personale, è che è molto importante, anche subito dopo il parto, proteggere e preservare il proprio rapporto di coppia nel quale ognuno riveste diversi ruoli: amante, compagno, amico e ora anche genitore.

Il nostro compagno non è più solo il nostro partner, ora è anche il genitore di nostro figlio. Quindi con la nascita del piccolo sono nate anche nuove e molteplici preoccupazioni, di cui probabilmente aveva solo sentito parlare da qualche amico già papà.

Bisogna avere pazienza e capire che, come per la neo mamma tutto si è stravolto rispetto alla vita precedente al concepimento e al parto, anche per il neo papà sono avvenuti dei cambiamenti importanti, prima di tutto riguardo alla relazione con la sua compagna e, con la nascita del figlio, riguardo al doversi occupare e preoccupare di una nuova creatura.

Nella maggior parte delle volte la donna dopo il parto si sente brutta, grassa, insomma inguardabile.

Io mi sono sentita così e per questa sensazione di disagio avevo perso il desiderio di essere guardata, figuriamoci toccata…

Questo atteggiamento da parte mia ha portato il mio compagno Antonio a sentirsi tremendamente trascurato e messo da parte dal nuovo arrivato.

Vuoi sapere cosa ho scoperto essere fondamentale se non addirittura di vitale importanza?

Il dialogo aperto e sincero! Ovvero parlare di tutto senza tabù e senza il timore di essere giudicati. Anche perché nella coppia si è entrambi sulla stessa barca. Lui e lei, quasi sicuramente hanno le stesse paure quindi tanto vale fare uno sforzo in termini di coraggio e comprensione, per cominciare e proseguire, a remare dalla stessa parte.

Per remare dalla stessa parte intendo condividere tutto: problemi, preoccupazioni, ansie, paure per poi aiutarsi e supportarsi vicendevolmente.

Cambia modo di pensare per il bene tuo e di tutti

Noi donne, si sa per sentito dire ma ora ne ho la certezza per esperienza fatta, subito dopo il parto, sviluppiamo un senso del dovere e di protezione così marcato e forte nei confronti di nostro figlio, che arriviamo a diventare completamente cieche riguardo al ruolo del papà verso il bambino.

Preferiamo non prenderci qualche minuto di pausa, di relax, per prenderci cura di noi stesse, respirare un po’, piuttosto che lasciare il nostro cucciolo nelle mani del nostro compagno, nelle mani di suo padre. 

Ci raccontiamo le migliori peggior storie pur di non ammettere quanto invece sarebbe utile farsi aiutare dal papà.

Secondo me non si tratta di una vera e propria questione di sfiducia o di mancanza di rispetto nei confronti del papà.
Credo piuttosto di un errato senso di responsabilità, di un’innata e malata propensione al senso di colpa, oltre al timore di essere mal giudicate da parenti e amici. Questo ci farebbero sentire una madre snaturata che invece di prendersi cura con abnegazione del proprio bambino, pensa solo a se stessa se, intelligentemente, ha deciso di farsi aiutare dal papà.

Ogni volta che sentiamo il bisogno di prenderci due minuti di pausa, puntuale come un orologio svizzero arriva inesorabile la vocina giudicante che dice: “Guarda, se ne frega di suo figlio ma che razza di madre è?”, invece la cosa più saggia sarebbe, laddove è possibile, farsi aiutare dal papà.

Quindi pur di non sentirci giudicate nella realtà così come nella nostra fantasia, non solo non ci concediamo un attimo di relax per il bene di tutta la famiglia, contemporaneamente neghiamo al nostro compagno, nonché padre di nostro figlio, di vivere pienamente la sua esperienza di genitore.

Dobbiamo assolutamente cambiare questo distorto modo di pensare, sia per il bene di noi stesse sia per il bene del papà così da dar modo a lui e al bambino di conoscersi, studiarsi e adattarsi uno all’altro.

Dobbiamo riuscire a metterci in testa, subito dopo il parto, che il bambino ha due genitori, non uno.

Dobbiamo accettare che il semplice fatto di aver messo al mondo una creatura non significa che gli altri siano incapaci di prendersene cura come faremmo noi, anzi in alcuni casi i papà superano di gran lunga le mamme.

Accettiamo invece con gioia ed entusiasmo l’aiuto che ci vuole dare il nostro compagno.

Certo se ritieni, a ragione, che proprio non sia capace semplicemente guidalo a prendere confidenza e fiducia rispetto alle cose da fare e a come farle. Se invece fosse una persona inaffidabile e pericolosa allora, l’aiuto è bene concederselo e riceverlo da qualcun altro.

Se lui per una ragione o per un’altra non si offrisse di aiutarci? Oppure se la nostra impressione fosse quella che a lui non importi nulla essere d’aiuto o coinvolto?

Beh, in questo caso, indaga le ragioni, ad esempio se ci sono delle paure particolari, e portalo a focalizzare la sua attenzione sull’importanza che il bambino si relazioni anche con il suo papà.

Impara ad aiutare il tuo compagno a prendersi cura di vostro figlio

In questa nuova e sconvolgente avventura, a partire da dopo il parto, per il bene della coppia e di riflesso anche del bambino che sente e percepisce tutti gli umori della casa e quindi soprattutto quelli di mamma e papà, dovete ascoltarvi, capirvi, essere complici, aiutarvi e sostenervi, altrimenti con l’andar del tempo, non ce ne vuole molto in realtà, finirà per spezzarsi qualcosa e sarà davvero difficile poi correre ai ripari per porvi rimedio.

Se sei una mamma possessiva sarà una bella impresa doverti staccare dal tuo bambino, dovrai farti forza e accogliere il dato di fatto che tuo figlio ha bisogno anche di suo padre e viceversa.

Se sei una mamma particolarmente apprensiva, semplicemente accompagna il tuo compagno in questa fase così delicata quanto meravigliosa a prendersi cura di suo figlio.

Con serenità, fiducia e pazienza insegnagli come prenderlo in braccio, come scaldare il latte se prende il biberon, come cambiargli il pannolino, come metterlo a letto, come fargli fare il ruttino, come calmarlo se piange, come farlo sorridere, etc.
Così facendo sono certa che in breve tempo ti renderai conto quanto meraviglioso sia per tutti farsi aiutare dal papà.

Farsi aiutare dal papà dopo il parto

Farsi aiutare dal papà permette alla neo mamma non solo di riguadagnare energia ma anche di creare nuove routine per il bambino, routine che coinvolgono solo il papà oppure tutti e tre.

Per esempio create il momento del bagnetto. Fate il bagnetto a vostro figlio alla sera prima di metterlo a nanna, così da essere insieme tutti e tre e godere di questo momento di condivisione.

Fai scoprire e conoscere al papà le abitudini del suo bambino, ne ha tutto il diritto soprattutto se lo desidera. 

Se il vostro bambino si sveglia di notte e si rende necessario cullarlo e tu sei esausta perché non ti sei ancora riposata mezz’ora in due giorni, non farti scrupolo, fai alzare lui. 

Abitua il tuo compagno al cambiamento e portalo giorno dopo giorno ad essere un genitore presente, per quello che è possibile relativamente agli impieghi di lavoro, capace e consapevole del suo ruolo nella coppia, nella famiglia e nella vita di suo figlio.

Nella migliore delle condizioni… Un figlio lo si dovrebbe volere in due. Se ti trovi in questa fortunata condizioni allora, dopo il parto, sarà più semplice crescerlo insieme e non c’è nulla di più bello, gioioso e soddisfacente.

Ricorda che lasciando che il padre badi al bambino, non siamo madri snaturate, anzi… Non solo aiutiamo noi stesse a creare le condizioni per mantenere viva la relazione di coppia, saremo più riposate per prenderci cura di nostro figlio e del nostro compagno e cosa altrettanto importante aiutiamo anche il nostro compagno a creare un buon rapporto con suo figlio fin dal principio e, perché no, far nascere tra loro e solo loro, nuove piccole e gratificanti abitudini.

Prenditi il tuo spazio e lascia che anche papà e figlio si prendano e si godano il loro. Mi auguro che questa condivisione ti sia utile a lasciare andare un immotivato e snervante senso di colpa. 

Hai bisogno di tanta energia per goderti la tua relazione e il tuo bambino, quindi fatti aiutare laddove ne sussistano le condizioni e lascia fuori dalla tua casa e dalla tua testa il giudizio.

Ti aspettiamo nel prossimo articolo.

Con affetto
Giorgia

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